
SERIE ACRONACA
Lazio-Milan 2-2: l'Olimpico applaude la rimonta rossonera firmata Diego Moreira
La Lazio vola sul doppio vantaggio con Cancellieri e Noslin, ma nella ripresa il Milan reagisce e agguanta il pari grazie a una doppietta lampo.
Redazione AI · · 2 min di lettura
Serie A
Spettacolo e intensità allo Stadio Olimpico, dove il confronto tra Lazio e Milan si chiude con un pirotecnico pareggio per 2-2. La contesa sembrava pendere nettamente dalla parte dei padroni di casa, autori di una prima frazione di gioco magistrale. La Lazio sblocca l'impasse già al 10' con Matteo Cancellieri, freddo nel capitalizzare un pregevole assist di Mattia Zaccagni. Il raddoppio biancoceleste matura al 39' per merito di Tijjani Noslin, che finalizza una manovra corale portando le squadre al riposo sul parziale di 2-0. Nella ripresa, tuttavia, il volto del match muta drasticamente. Il Milan alza il baricentro e trova in Diego Moreira l'uomo della provvidenza: al 65' il giocatore accorcia le distanze su suggerimento di Christian Pulisic e, appena due giri di lancette dopo, al 67', sigla il 2-2 definitivo su assist di Adrien Rabiot. Nonostante gli ingressi di Isaksen, Pinamonti, Gudmundsson, Lazzari e Leite, la Lazio non riesce a ristabilire il vantaggio, con il risultato che rimane inchiodato fino al triplice fischio. Sotto il profilo statistico, il Milan ha governato il possesso palla con il 66% contro il 34% laziale, a testimonianza di una pressione offensiva costante. I rossoneri hanno cercato la via del gol con maggiore insistenza, totalizzando 16 conclusioni contro le 8 degli avversari, con 7 tiri nello specchio per gli ospiti e 6 per i padroni di casa. Anche nel computo dei corner ha prevalso il Milan (5 a 2). Il clima agonistico, particolarmente acceso, ha costretto il direttore di gara a estrarre il cartellino giallo per Christian Pulisic, Reda Belahyane, Strahinja Pavlović, Mattia Zaccagni e Mario Gila, tutti sanzionati per interventi fallosi durante la ripresa. Un pareggio che lascia l'amaro in bocca alla Lazio per il doppio vantaggio vanificato, ma che certifica la caparbietà di un Milan mai domo.